Associazione Ticinese dei Giornalisti

Nuovo direttore a laRegione - Comunicato stampa

 

L’ATG prende atto del cambiamento ai vertici della testata e constata che per i giornalisti che vi lavorano si tratta di un fulmine a ciel sereno, che mette fine bruscamente a un rapporto di grande fiducia tra il direttore uscente e la redazione.

La decisione dell’editore solleva alcuni interrogativi di fondo. Il primo riguarda il tema dell’esperienza professionale, visto che il nuovo direttore Daniel Ritzer sta attualmente seguendo il Corso di giornalismo della Svizzera italiana: lezioni che normalmente sono seguite da giovani colleghi alle prime armi con la nostra professione. ATG si chiede pertanto se non vi sia un certo azzardo nell’affidare la testata a una persona che può vantare soltanto una breve esperienza nel nostro ambito professionale. Continuiamo a ritenere che la figura del direttore o della direttrice di un quotidiano, e del suo sito online, debba rispondere ad alcuni criteri fondamentali. Uno come detto è quello dell’esperienza; l’altro è quello dell’autorevolezza professionale, il suo nome deve essere conosciuto nel Paese, nelle istituzioni e nella vita associativa. Gli editoriali e i commenti che sarà chiamato a firmare devono potersi fondare su una capacità di giudizio significativa della realtà locale, nazionale e internazionale. Si tratta di un ruolo che il nuovo direttore dovrà conquistarsi sul campo.

La nostra Associazione sottolinea la bontà del lavoro svolto dall’ormai ex direttore – e lo ringrazia vivamente per quanto fatto in questi due decenni - e chiede con forza all’editore di far sì che che venga mantenuta la qualità del lavoro giornalistico svolto finora dalla testata bellinzonese.  Concludiamo con un auspicio, relativo ai due nuovi vice-direttori – Andrea Manna e Lorenzo Erroi. Un ruolo che viste le circostanze viene investito di una responsabilità particolare, anche a loro il compito, e i nostri auguri, di mantenere alta la qualità giornalistica de “laRegione”.

 

 

Liberté de la presse malmenée

L'articolo di Andrée-Marie Dussault apparso lunedì 4 maggio su La Liberté tocca alcune questioni importanti per l'informazione e il giornalismo del nostro Cantone sorte in questi mesi di pandemia. Ad esempio solleva la questione dei giornalisti embedded della RSI (vedi il comunicato stampa ATG di oggi) e quella delle conferenze stampa a porte chiuse. In merito si sono espressi il nostro membro di comitato Generoso Chiaradonna e il nostro presidente Roberto Porta. Il testo integrale potete leggerlo qui.

SUISSECULTURE IN AIUTO DEI FOTOGRAFI DELLA STAMPA E DEI GIORNALISTI FREELANCE

L'Ufficio federale della cultura ha pubblicato le direttive per l’Ordinanza COVID cultura. Alex Meszmer, direttore di Suisseculture, invita i giornalisti, compresi i fotoreporter e altri professionisti dei media in difficoltà finanziarie, a presentare la loro richiesta a Suisseculture sociale.

Siamo ben consapevoli che anche questo aiuto d'emergenza non costituisce un pieno risarcimento per la perdita di reddito. Abbiamo protestato di conseguenza e abbiamo chiesto al Consiglio federale di ripartire equamente i costi delle misure anti-Coronavirus tra l'intera società. Stiamo continuando a lavorare su questo. Tuttavia, l'aiuto d'emergenza tramite Suisseculture Sociale promette almeno una risposta ai problemi più urgenti.

Potete trovare il modulo qui:

https://nothilfe.suisseculturesociale.ch/

Alex Meszmer, il direttore di Suisseculture, ha potuto confermare dopo la pubblicazione Commento all’ordinanza UFC che giornalisti, fotoreporter e altri professionisti freelance nel settore dei media possono ora rivolgersi a Suisseculture sociale per un sostegno finanziario. Se e come saranno distribuiti questi contributi non si sa ancora nei dettagli. Il presupposto è che abbiano già presentato alla cassa di compensazione cantonale una richiesta di risarcimento per la perdita di guadagno.

Il rapporto esplicativo pubblicato questa mattina afferma, in relazione all'articolo 2, lettera d), dell’ Ordinanza COVID cultura:

Per persone occupate principalmente nel settore culturale [...] si intendono i soggetti che con la loro attività culturale provvedono almeno per metà al loro sostentamento o che dedicano almeno la metà della durata normale del lavoro all’attività  culturale (cfr.  art. 6  cpv. 2  dell’ordinanza  sulla  promozione  della cultura  [OPCu; RS 442.11]). Sono considerate tutte le attività professionali nel settore della cultura svolte dietro compenso come lavoratori indipendenti o dipendenti. Per operatori culturali si intendono tutte le persone attive nel settore della cultura. Rientra in questa definizione anche il personale tecnico (suoni, luci, ecc.).

Le note esplicative agli articoli 6 e 7 forniscono ulteriori dettagli:

Gli aiuti immediati per operatori culturali sono destinati a coprire le spese di mantenimento immediate e integrano le indennità per i lavoratori indipendenti conformemente all’ordinanza COVID perdita di guadagno1. Gli aiuti immediati secondo la presente ordinanza presuppongono pertanto che l’operatore culturale abbia presentato una domanda di indennità per perdita di guadagno. Per ottenerli, non è necessario che sia già stata versata l’indennità per perdita di guadagno. Gli operatori culturali attivi in parte come dipendenti e che ricevono un’indennità di disoccupazione devono dichiarare tale entrata. Gli aiuti immediati per operatori culturali sono versati dall’associazione Suisseculture Sociale, rispettivamente dal suo fondo sociale. Per valutare il diritto agli aiuti va preso in considerazione l’eventuale patrimonio.

Ulteriori informazioni sono contenute nei testi pubblicati questa mattina:

https://www.bak.admin.ch/bak/it/home/attualita/nsb-news.msg-id-78696.html

Per ricevere aiuto da Suisseculture sociale, è necessario essere in una situazione di emergenza: ad esempio, non essere in grado di pagare l'affitto o altre spese per le vostre esigenze di base.


Per ulteriori informazioni, contattateci all'indirizzo impressum. Contattate il nostro servizio giuridico al numero 026 347 15 00

Comunicato stampa ATG - Misure di risparmio annunciate dalla SSR

Si conferma quanto già denunciato dall’ultima edizione dello studio sulla qualità dei media svizzeri, condotto annualmente dall’università di Zurigo. Gli introiti pubblicitari veicolati dalla stampa – scritta o elettronica che sia – finiscono in proporzioni sempre più ampie nelle casse di Facebook, Google o di altri colossi della rete. Una dinamica che colpisce anche la Società Svizzera di Radiotelevisione, come comunicato oggi dalla sua direzione generale. L’Associazione ticinese dei giornalisti – che più volte nel recente passato ha voluto mettere l’accento proprio su questa pericolosa dinamica – è preoccupata per quanto sta capitando in casa SSR, che ha annunciato oggi la necessità di attuare risparmi pari a 50 milioni nel corso del 2020 - di cui 8 a carico della RSI - proprio a causa del calo degli introiti pubblicitari.

L’ATG invita pertanto la direzione della SSR – e con essa anche quella della RSI – a tenere in massima considerazione il valore del proprio personale, per limitare il più possibile il ricorso ai licenziamenti annunciati, anche perché ci sarà sempre e comunque bisogno di personale giornalistico e tecnico per continuare ad affrontare – si spera con successo – la cosiddetta “rivoluzione digitale”, fenomeno con cui sono confrontati ormai tutti i media.

Più in generale quanto annunciato oggi dalla SSR dovrebbe far capire che nel nostro Paese è in corso una sorta di “sottrazione silenziosa” degli introiti pubblicitari, che finiscono sempre più spesso all’estero, a rimpinguare i già floridi conti dei colossi della Rete. Se di questo soffre anche la SSR, figuriamoci quanto ne possano risentire gli altri attori mediatici svizzeri, più piccoli e fragili. Per questo motivo l’ATG ritiene più che mai urgente che anche il mondo politico si renda conto di questa situazione. La stampa scritta e i siti di informazione online hanno bisogno di essere sostenuti, di recente il Consiglio federale ha varato proprio delle misure in questo senso, seppur di portata non ancora soddisfacente. Altri atti parlamentari in materia sono al vaglio della Camere federali. Questo per quanto riguarda gli attori privati del settore. Alla SSR andrebbe concesso perlomeno un periodo di tregua proprio per poter attuare le riforme promesse e annunciate, dopo l’ampio sostegno popolare ricevuto dall’azienda in occasione della votazione che ha portato alla sconfitta dell’iniziativa No Billag. A nulla vale continuare ad attaccarla, facendo leva su argomenti a volte poco fondati, quando si sa che l’azienda deve già difendersi dalle insidie dei grandi colossi di internet. I dati resi noti oggi ne sono l’amara conferma. In gioco non c’è soltanto la SSR, ma l’insieme del settore mediatico svizzero. Eh sì, perché nel silenzio quasi totale della politica stiamo regalando a colossi stranieri l’insieme del nostro mercato pubblicitario. Un’evoluzione molto poco svizzera!

Il comitato dell’Associazione dei giornalisti della Svizzera italiana

Una festa per il giornalismo della Svizzera italiana

“Il diritto ad un’informazione corretta è un diritto fondamentale, e in questo la stampa va sostenuta”.
Così Marco Travaglio sabato scorso al Lac di Lugano, in occasione della cerimonia di consegna dei premi giornalistici 2019. Un concorso organizzato dall’ATG, con il contributo di Banca Stato, nostro sponsor principale, il sostegno di Cerutti Caffè e della tipografia Fontana Print. Un premio patrocinato anche dal DECS. Questa la lista dei vincitori: Anna Riva Stampa scritta, Philippe Blanc Televisione, Alessandro Tini Radio, Giorgia von Niederha?usern Online, Samuel Golay Fotografia - Cronaca, Pablo Gianinazzi Fotografia Sport.

Alla cerimonia ha preso la parola anche il presidente dell’ATG, Roberto Porta.

Qui un passaggio del suo intervento:

“Conosciamo la realtà del mercato, del nostro mercato editoriale. Un dato su tutti. La pubblicità che finisce sui nostri giornali e chi li sostiene equivale su per giù ad un miliardo di franchi all’anno. La pubblicità online è invece pari a circa 2 miliardi di franchi. Il problema sta nel fatto che quasi l’80% di questa somma finisce nelle casse di Google e di Facebook, emigra all’estero. Regaliamo ai colossi del web una buona fetta del nostro mercato pubblicitario…. Questa la prima cifra che voglio sottoporvi. La seconda, riguarda il nostro pubblico, i nostri lettori, tele-radio ascoltatori, utenti di siti internet. Lo studio annuale sulla qualità dei media, pubblicato dall’università di Zurigo, un’analisi dettagliata del sistema mediatico svizzero ci parla di quelli che vengono chiamati “News-deprivierte”, la categoria di persone che non si informa o se lo fa solo attraverso i social media. Ebbene nella fascia di età tra i 16 e i 29 anni i “news deprievierte” raggiungono il 53%, in altri termini un giovane su due si informa male o addirittura mai, in ogni caso non prende mai in mano un giornale, se non quelli gratuiti. La terza cifra, o se vogliamo il terzo fotogramma è questo. All’inizio di settembre è stato pubblicato il quarto rapporto svizzero sul razzismo, che per la prima volta ha preso in considerazione anche il ruolo di internet e dei social media, canali con cui – e qui cito lo studio – i discorsi di odio e di razzismo hanno raggiunto dimensioni qualitative e quantitative tali da rendere difficile la dialettica democratica, fine della citazione. Dialettica democratica in pericolo…. E c’è un evidente filo che collega questi tre fotogrammi, un legame, che crea un circolo vizioso: stampa indebolita vuol dire democrazia in pericolo, stiamo scherzando con il fuoco. Ed ecco – oltre a quello sindacale – lo scopo della nostra associazione, e anche di questo concorso, promuovere il giornalismo di qualità, perché continuiamo a credere che qualità e autorevolezza permettono e permetteranno anche in futuro di rimanere perlomeno a galla in questo mercato. Promuovere e difendere il giornalismo anche con i fatti. La recente decisione del consiglio federale, che ha esteso gli aiuti finanziari ai portali internet e quelli indiretti alla stampa scritta, è un passo che Impressum chiedeva da tempo. E ci saremo anche quando la politica, il parlamento si sta già muovendo, affronterà il tema di aiuti ancora più sostanziali in favore della stampa”.

Prossimo evento in programma in collaborazione con i Corsi di Giornalismo e con il Festival dei Diritti umani: serata con Federica Angeli

Una vita costantemente in pericolo per le minacce che continua a ricevere. Giornalista di inchiesta, Federica Angeli è conosciuta in particolare per le due indagini giornalistiche sulla presenza della mafia a Roma. Da qui le minacce e la protezione di una scorta personale. Il prossimo 9 di ottobre sarà ospite dei Corsi di giornalismo, per una conferenza aperta a tutti e sostenuta anche dalla nostra associazione.
 
Inizio dei Corsi di giornalismo 2019-2020
 
Il prossimo 11 ottobre prenderà il via la nuova edizione dei Corsi di Giornalismo, che quest’anno saranno caratterizzati da una nuova formula. Ai classici moduli dedicati ai giornalisti in formazione – che porterà al conseguimento del Diploma cantonale di giornalista - verrà infatti affiancato anche un nuovo corso che si concentrerà in particolare sulle nuove professioni che sempre più ruotano attorno al mondo del giornalismo e che contribuiscono sempre più alla realizzazione di contenuti giornalistici. Un corso per operatori dei media per il conseguimento di un Certificato di perfezionamento professionale. Il corso si svolge sotto la direzione di Aldo Sofia e la direzione di Gianni Gaggini, ed è promosso anche dalla nostra Associazione.